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Idee in libertà, idee di libertà

POLITICA
29 gennaio 2018
Sinistra di governo. Le ragioni di un fallimento.

Se il capitale e il blocco oligarchico neoliberale che lo rappresenta hanno potuto sbaragliare con tanta facilità i loro avversari la responsabilità è per intero della sinistra di governo. Quest’ultima da diversi anni ha fatto sua la teoria di una fine della storia che si risolve in un capitalismo senza fine, senza regole e senza confini. Ha accettato l’idea che in un mondo dalle risorse limitate e in via di esaurimento, la crescita illimitata della produzione di beni e servizi sia indispensabile ad assicurare benessere e felicità all’umanità. Si è convinta che per garantire l’efficienza del mercato lo Stato debba essere leggero e astenersi dall’intervenire con norme che ne regolino il funzionamento. Crede che le crescenti disuguaglianze economiche generate dal capitalismo e lo sfruttamento di masse sempre più ampie da esso operato siano il prezzo da pagare per assicurare la prosperità al più gran numero di persone possibile. Evidentemente sovvertire il sistema capitalistico non è più l’obbiettivo di una sinistra che ormai si limita solo a proporre un capitalismo dal volto umano che nella realtà non esiste né potrà mai esistere.


Massimo Virgilio

Metapolitica 

https://medium.com/@Metapolitica/sinistra-di-governo-le-ragioni-di-un-fallimento-5cd62c7c95e9?source=linkShare-3e8f4b4ebbf6-1517242588




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POLITICA
22 gennaio 2018
Il sistema capitalistico e le armi disciplinari dei mercati finanziari.
Il sistema capitalistico ha fatto della crisi un vero e proprio modo di governo, che sfrutta le armi disciplinari dei mercati finanziari per punire severamente chiunque respinga il programma neoliberista di riduzione dei salari, liberalizzazione del mercato del lavoro, privatizzazione delle imprese pubbliche e tagli al welfare. Le politiche neoliberali puntano a garantire la concorrenza tra capitali su scala mondiale; per questo sono dirette a distruggere qualsiasi ostacolo che impedisca la libera circolazione del capitale e la sua valorizzazione. È contro questo sistema che deve battersi chi ha a cuore la libertà, il pluralismo e la giustizia. È contro queste politiche che deve combattere chi non vuole vivere in un mondo nel quale a una moltitudine di poveri privi dei mezzi di sostentamento e della possibilità di autodeterminarsi si contrappone una minoranza di super ricchi così potente da poter imporre senza difficoltà la propria volontà all’intero pianeta. Chi parla di questi temi nella campagna elettorale in corso? Nessuno dei partiti più rappresentativi. Perché al di là delle differenze fra l’una e l’altra formazione politica, differenze fittizie utili ad ingannare i cittadini elettori più sprovveduti, tutte si riconoscono pienamente nel sistema neoliberista e nelle sue politiche.




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POLITICA
14 gennaio 2018
Contro la ragione politica unica neoliberista.

Alla luce di quanto accaduto dalla crisi del 2008, è importante interrogarsi sul carattere sistemico del dispositivo neoliberale, che rende difficile, per non dire impossibile, qualunque allentamento delle politiche fin qui portate avanti, anche quando è evidente che esse prolungano i fattori di crisi e aggravano la situazione sociale. In realtà, non siamo più alle prese con una cornice aperta nella quale potrebbero trovare posto diverse «opzioni politiche», ad esempio opzioni socialdemocratiche nel senso più tradizionale del termine. Siamo di fronte a un sistema neoliberista mondiale che non tollera più alcuno scarto rispetto alla messa in opera di un programma di trasformazione radicale della società e degli individui. Non si tratta certo di un sistema del partito unico, ma è certo quello di una ragione politica unica. Ed è a questa ragione unica che devono subordinarsi la competizione tra partiti e l’alternanza tra destra e sinistra.


La situazione è piena di rischi, ovunque in Europa. Non c’è più niente di comune tra ciò che vivono, sentono e pensano la gran parte delle persone e ciò che percepiscono e capiscono i dominanti, isolati nella loro «cassa sensoriale» a chiusura stagna, nemmeno quel minimo che rende possibile la condivisione di un’esperienza. Ed è qui il massimo pericolo. Nessuna campagna di comunicazione «pedagogica» è in grado oggi di ridare legittimità alle oligarchie politiche. Di fronte all’assenza di una risposta alternativa credibile, una risposta proveniente dal basso e scaturita dalle lotte, un enorme risentimento va formandosi e ampliandosi, espresso dalla voglia di “far saltare il tavolo”, dalla sottrazione indifferente o dalla xenofobia. Il successo elettorale dei partiti di estrema destra è una conseguenza diretta del consenso neoliberale in alto e del suo rifiuto in basso. L’austerità porta in Europa a una catastrofe politica oggi immaginabile: la vittoria del fascismo è ormai una possibilità con la quale fare i conti. E nessuno potrà dire “noi non sapevamo”.


Christian Laval, Pierre Dardot, «Guerra alla democrazia. L’offensiva dell’oligarchia neoliberista», DeriveApprodi Editore.


Metapolitica https://medium.com/@Metapolitica/guerra-alla-democrazia-f973351c9862?source=linkShare-3e8f4b4ebbf6-1515952259




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politica estera
19 dicembre 2017
Europe first versus America first.

America first, l’America prima di tutto. E’ questo il programma con il quale il candidato alla Casa Bianca Donald Trump si è presentato ai cittadini americani. Ed è questo il programma sulla base del quale quei cittadini hanno eletto Donald Trump presidente degli Stati Uniti. I provvedimenti che il tycoon sta adottando da quando è in carica scaturiscono coerentemente da questo programma. Prima l’Europa si renderà conto che essa non rientra, se non marginalmente, fra i punti d’interesse dell’amministrazione Trump e prima si libererà di quello spirito di sudditanza nei confronti degli USA che sin dalla fine della II Guerra Mondiale l’ha portata ad essere una colonia periferica del grande impero a stelle e strisce. All’America first di Washington, Bruxelles deve contrapporre un categorico e fermo Europe first.

Massimo Virgilio

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POLITICA
21 novembre 2017
Geopolitica del narcotraffico in America Latina.

“In paesi in cui diritto e sovranità sono radicalmente disgiunti, il narcotraffico è stato funzionale al consolidamento delle élite detentrici del potere e dello stato stesso, sia grazie all’immissione degli ingenti profitti nell’economia legale e alle innumerevoli alleanze fra figure istituzionali e narcos intorno a questioni di comune interesse, sia attraverso il finanziamento e l’attivazione di gruppi privati di autodifesa che permettono un controllo totale sul territorio, favorendo così lo sfruttamento indiscriminato delle sue risorse materiali e umane”.


Ana Cristina Vargas, “Plata o plomo - Uno sguardo antropologico sul fenomeno del narcotraffico”, in Carmen Boullosa e Mike Wallace, “Narcos del Norte”, edito da Rosenberg & Sellier.


Massimo Virgilio 

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POLITICA
16 novembre 2017
Populismo, la fine della destra e della sinistra.

“Nella vita pubblica, populismo è diventato un insulto che alcune persone usano per qualsiasi cosa. Ma è assolutamente possibile darne una definizione più rigorosa. Il populismo è un modo di articolare la domanda politica e sociale che parte dalla base e, da una prospettiva contro-egemonica, si leva contro le élites (politiche, finanziarie o mediatiche) considerate come un'oligarchia separata dal popolo. Un'oligarchia preoccupata unicamente dei propri interessi. Da questo comprendiamo come il populismo sostituisca la vecchia divisione destra-sinistra, che è una divisione orizzontale, con una divisione verticale: quelli che stanno sotto, contro quelli che stanno sopra”.

Alain de Benoist, autore di “Populismo - La fine della destra e della sinistra”, Arianna Editrice, intervistato da Marco Dotti per “Vita”.


Massimo Virgilio

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politica estera
11 novembre 2017
Trump spinge l’Arabia Saudita contro l’Iran. Il campo di battaglia scelto è il Libano.
L’Arabia Saudita muove contro il Libano per colpire Hezbollah, ma il suo vero obiettivo è l’Iran. Si apre un nuovo capitolo della decennale lotta fra sunniti e sciiti. A spingere Riad contro Teheran questa volta è il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump, intenzionato ad usare qualunque mezzo, compreso il sacrificio del popolo libanese, pur di rafforzare i suoi alleati e quindi il suo potere nel Golfo Persico e in Medio Oriente. 

Massimo Virgilio
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SOCIETA'
30 ottobre 2017
Che cosa è la vita?

Se è vero che i neonati sono un miracolo perfetto, allora la vita non è altro che un processo di distruzione.

Da “L’uomo di neve”, di Jo Nesbø, Einaudi editore.


Massimo Virgilio 

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SOCIETA'
23 ottobre 2017
Il mondo è un luogo molto pericoloso.
Il mondo è un luogo molto pericoloso non per colpa di chi perpetra il male, ma di chi sta a guardare senza fare niente.

Da "Mr. Robot", serie TV, prima stagione.

Massimo Virgilio
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POLITICA
3 ottobre 2017
Il vero perdente.
Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso.

Ernesto Che Guevara

Massimo Virgilio
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