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Idee in libertà, idee di libertà

politica interna
2 dicembre 2016
Referendum, potere e informazione.

Con la Rai sotto il controllo del governo e della maggioranza parlamentare e con i vertici del più grande operatore televisivo privato nazionale che voteranno perché - come ha pubblicamente dichiarato Silvio Berlusconi - "hanno paura di una possibile ritorsione di chi ha il potere", come può essere garantita ai cittadini/elettori italiani un’informazione obiettiva e imparziale sul referendum costituzionale che si terrà il prossimo 4 dicembre?

Massimo Virgilio




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POLITICA
28 novembre 2016
Referendum costituzionale, fra democrazia e dittatura.

Stravolgere la Costituzione per piegarla alle necessità di un partito o addirittura di un singolo uomo politico non ha nulla a che fare con la democrazia e con le sue regole. La storia insegna che sono le dittature a utilizzare la Costituzione come uno strumento del loro potere da manipolare a piacimento per meglio colpire i propri oppositori. 

Massimo Virgilio




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politica interna
24 novembre 2016
Poteri forti e referendum costituzionale. Mala tempora currunt...

E’ indubbio che sulla questione del referendum costituzionale i poteri forti siano dalla parte di Matteo Renzi. Schierati a favore del Sì ci sono, fra gli altri, Banca d’Italia, Confindustria,  Financial Times, JPMorgan, Standard & Poor’s, Barack Obama e Commissione Europea. In America durante la campagna per le presidenziali Hillary Clinton ha potuto contare sull’appoggio dei poteri forti. Ma ha perso le elezioni. E Donald Trump ha conquistato la presidenza degli Stati Uniti. Mala tempora currunt per i politici che tentano di governare con il consenso dei potenti anziché con quello del popolo. Renzi è avvertito.

Massimo Virgilio




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SOCIETA'
21 novembre 2016
L'infanzia negata e le priorità del governo Renzi.

Save the Children ha pubblicato il nuovo Atlante dell’infanzia a rischio. I dati riportati nel rapporto sono sconvolgenti. In Italia 1 minore su 3 è a rischio povertà ed esclusione sociale. In 4 famiglie povere su 10 i bambini d’inverno soffrono il freddo perché non ci sono soldi sufficienti a riscaldare le case. 1 minore su 4 vive in abitazioni umide, 1 su 10 abita in appartamenti scarsamente illuminati. Il 14,7% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni abbandona precocemente gli studi e si ferma alla licenza media. 1 studente di 15 anni su 4 non raggiunge un’adeguata preparazione in matematica e 1 su 5 ha difficoltà nella lettura. 1 bambino su 20 non possiede giochi e 1 su 10 non può permettersi di fare sport o di seguire corsi extrascolastici. Garantire ai bambini un’infanzia dignitosa dovrebbe essere un obiettivo prioritario per chiunque governi il paese. Allora perché Renzi dedica ad altro le sue energie? 

Massimo Virgilio




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politica interna
16 novembre 2016
Renzi contro l'Unione Europea. Progetto politico o espediente elettorale?

Dallo studio del presidente del consiglio sono sparite le bandiere dell’Unione Europea. Alla vigilia del referendum costituzionale Renzi si scopre anti-UE. Critica l’Unione e le sue istituzioni per la burocrazia e per la pretesa d’imporre agli stati membri misure di austerità giudicate deleterie e controproducenti. Contrappone la politica di soccorso e di accoglienza dell’Italia verso i migranti alla chiusura nei loro confronti attuata da alcuni paesi della UE e all’indifferenza mostrata da questa ultima per un problema che dovrebbe essere affrontato collegialmente e che invece è considerato di esclusiva pertinenza dei paesi di frontiera come l’Italia e la Grecia. Attacca a testa bassa l’Unione per la sua indisponibilità a considerare fuori bilancio i fondi stanziati dal governo italiano per fronteggiare l’emergenza profughi e quella causata dal terremoto che nelle scorse settimane ha devastato il centro Italia. E’ perfino passato dalle parole ai fatti, stoppando a Bruxelles la revisione del bilancio pluriennale dell’Unione Europea perché non prevede adeguati stanziamenti per quelle che l’Italia giudica essere le sue priorità: immigrazione, sicurezza, disoccupazione giovanile, ricerca e formazione. Quelle di  Renzi sono considerazioni condivisibili. Ma il presidente del consiglio crede veramente in quello che dice? O la foga antieuropeista che sembra pervadere il premier è solo un espediente per portare dalla sua parte gli elettori ancora incerti se votare no al referendum che si terrà il prossimo 4 dicembre?

Massimo Virgilio




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politica estera
11 novembre 2016
La libertà degli Stati Uniti d'America, la guerra di Donald Trump.

L’America baluardo della democrazia e paladina della libertà. Sono in molti a crederlo. In realtà l’unica libertà che gli Stati Uniti difendono è quella che si sono riservati in via esclusiva, la libertà d’imporre i loro interessi ovunque e con qualsiasi mezzo, compresa la forza. Donald Trump, il nuovo inquilino della Casa Bianca, non tarderà a dimostrarlo al mondo intero.

Massimo Virgilio




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politica estera
9 novembre 2016
L'Europa e l'America di Trump. Un confronto difficile.

Molti politici europei, fra i quali Matteo Renzi, travisando la realtà, hanno voluto vedere in Barack Obama il presidente degli Stati Uniti ideale: paladino dei diritti umani, difensore della pace, araldo della democrazia, sostenitore di una globalizzazione dal volto umano. Con Obama hanno avuto gioco facile a mistificare i fatti perché l’ormai ex presidente USA razzolava male ma almeno predicava bene. Come si comporteranno ora con il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America, considerato che Donald Trump è politicamente scorretto, intollerante, isolazionista e misogino? E che dal loro punto di vista razzola male e predica peggio?

Massimo Virgilio




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politica interna
7 novembre 2016
Renzi, il PD e il partito-azienda.

Renzi considera il Partito Democratico non come un organismo vivo che si nutre di idee diverse e poi le sintetizza in una linea politica univoca, ma come un oggetto inanimato di sua esclusiva proprietà, del quale può disporre a piacimento. Anche in questo Renzi ricorda Silvio Berlusconi, il quale ha sempre guidato come un manager/proprietario il suo partito/azienda, Forza Italia. E’ dunque giustificata l’insofferenza della minoranza interna al PD nei confronti di un segretario che pretende di governare il partito come un monarca governa il suo regno. Mentre lascia perplessi la meraviglia di Renzi nel constatare che nel PD c'è chi osa respingere i suoi intenti personalistici e i suoi metodi autoritari.

Massimo Virgilio




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politica estera
4 novembre 2016
Turchia, la repressione contro la minoranza curda e il colpevole silenzio dell'Europa.

In Turchia prosegue la repressione contro la minoranza curda. Le autorità turche hanno arrestato alcuni deputati del filo curdo Partito Popolare Democratico (HDP) e i suoi due copresidenti, Selahattin Demirtas e Figen Yuksekdag. Sono tutti accusati di terrorismo: l’HDP non sarebbe altro che il braccio politico dell’organizzazione paramilitare curda PKK, Partito dei Lavoratori del Kurdistan. Come se non bastasse, nel corso di una visita in Svizzera il ministro degli Esteri turco Cavusoglu ha minacciato di sospendere l’accordo sui migranti recentemente sottoscritto con l’Europa se Bruxelles non provvederà al più presto a liberalizzare la concessione dei visti ai cittadini turchi. “Non aspetteremo fino alla fine dell’anno - ha tuonato -. La nostra pazienza sta finendo”. Perché l’Europa non reagisce con durezza alle minacce turche e alle palesi violazioni dei diritti umani e delle libertà democratiche attuate dal regime di Erdogan? Forse la sola idea che la Turchia possa permettere alle centinaia di migliaia di profughi che hanno trovato rifugio nel suo territorio di lasciare il paese ed entrare in Europa è sufficiente a bloccare qualsiasi iniziativa di Bruxelles volta a ricondurre Erdogan a comportamenti compatibili con i principi di libertà e di democrazia propri dell’Unione Europea?

Massimo Virgilio




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politica estera
2 novembre 2016
Per l'Europa meglio Donald Trump di Hillary Clinton. Parola di Massimo Fini.

Le presidenziali USA sono alle porte. Quale dei due candidati alla Casa Bianca, Donald Trump e Hillary Clinton, rappresenta il male minore per l’Europa? Stefano Ursi lo ha chiesto a Massimo Fini (l’intervista è apparsa sul sito intelligonews.it). Fini non condivide i sentimenti anti russi che animano la Clinton, mentre apprezza la simpatia manifestata da Trump nei confronti della Russia di Putin. “Per noi europei (…) sarebbe più vantaggioso se vincesse Trump", spiega. "Noi abbiamo molto più interesse ad essere vicini alla Russia che non all'America per ragioni di vicinanza geografica, energetiche ed economiche e se vogliamo anche culturali. Puskin, Gogol e Checov sono autori europei”. Fini conclude l’intervista con un augurio che è anche una critica nei confronti dell'interventismo professato da Hillary Clinton e dai democratici statunitensi: “Io non so (…) se Trump, in caso di vittoria, seguirà la storica linea isolazionista dei repubblicani, da cui si deve escludere la parentesi Bush, naturalmente; qualora la seguisse e gli Stati Uniti si togliessero di torno per un po', sarebbe un bene per il mondo intero”.

Massimo Virgilio




permalink | inviato da metapolitica il 2/11/2016 alle 15:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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