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POLITICA
14 gennaio 2018
Contro la ragione politica unica neoliberista.

Alla luce di quanto accaduto dalla crisi del 2008, è importante interrogarsi sul carattere sistemico del dispositivo neoliberale, che rende difficile, per non dire impossibile, qualunque allentamento delle politiche fin qui portate avanti, anche quando è evidente che esse prolungano i fattori di crisi e aggravano la situazione sociale. In realtà, non siamo più alle prese con una cornice aperta nella quale potrebbero trovare posto diverse «opzioni politiche», ad esempio opzioni socialdemocratiche nel senso più tradizionale del termine. Siamo di fronte a un sistema neoliberista mondiale che non tollera più alcuno scarto rispetto alla messa in opera di un programma di trasformazione radicale della società e degli individui. Non si tratta certo di un sistema del partito unico, ma è certo quello di una ragione politica unica. Ed è a questa ragione unica che devono subordinarsi la competizione tra partiti e l’alternanza tra destra e sinistra.


La situazione è piena di rischi, ovunque in Europa. Non c’è più niente di comune tra ciò che vivono, sentono e pensano la gran parte delle persone e ciò che percepiscono e capiscono i dominanti, isolati nella loro «cassa sensoriale» a chiusura stagna, nemmeno quel minimo che rende possibile la condivisione di un’esperienza. Ed è qui il massimo pericolo. Nessuna campagna di comunicazione «pedagogica» è in grado oggi di ridare legittimità alle oligarchie politiche. Di fronte all’assenza di una risposta alternativa credibile, una risposta proveniente dal basso e scaturita dalle lotte, un enorme risentimento va formandosi e ampliandosi, espresso dalla voglia di “far saltare il tavolo”, dalla sottrazione indifferente o dalla xenofobia. Il successo elettorale dei partiti di estrema destra è una conseguenza diretta del consenso neoliberale in alto e del suo rifiuto in basso. L’austerità porta in Europa a una catastrofe politica oggi immaginabile: la vittoria del fascismo è ormai una possibilità con la quale fare i conti. E nessuno potrà dire “noi non sapevamo”.


Christian Laval, Pierre Dardot, «Guerra alla democrazia. L’offensiva dell’oligarchia neoliberista», DeriveApprodi Editore.


Metapolitica https://medium.com/@Metapolitica/guerra-alla-democrazia-f973351c9862?source=linkShare-3e8f4b4ebbf6-1515952259




permalink | inviato da metapolitica il 14/1/2018 alle 17:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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