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2 maggio 2018
Si stringe l'assedio di USA, Israele e Arabia Saudita contro l'Iran. La guerra si avvicina?

Si stringe l’assedio di USA, Israele e Arabia Saudita contro l’Iran. Le mosse di Washington, Gerusalemme e Riad sono perfettamente sincronizzate. L’obiettivo del terzetto è uno: presentare come inevitabile la guerra contro il nemico comune, l’Iran, inducendo l’opinione pubblica mondiale a credere che Teheran stia lavorando in segreto alla costruzione di ordigni nucleari con l’intenzione di scatenare un devastante conflitto atomico in Medio Oriente e nella penisola arabica. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dopo averlo più volte annunciato, si appresta a disdettare l’accordo sul nucleare iraniano firmato dal suo predecessore Barack Obama, adducendo come motivazione che esso, così come è stato elaborato, non è in grado di impedire che Teheran possa sviluppare tecnologia nucleare per scopi militari. A Trump fa da sponda il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che pochi giorni fa ha mostrato alla stampa internazionale le prove inoppugnabili della violazione di quell’accordo da parte dell’Iran, il quale secondo il Mossad starebbe segretamente costruendo alcune bombe atomiche dall’enorme potenza distruttiva. Agli analisti più attenti la messa in scena di Netanyahu ha ricordato l’intervento dell’allora segretario di Stato americano Colin Powell di fronte al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, quando presentò ai suoi membri le false prove del possesso di pericolosissime armi batteriologiche da parte dell’Iraq di Saddam Hussein. Da parte sua l’Arabia Saudita, che da sempre si erge a paladino dell’Islam sunnita contro quello sciita, rappresentato dall’Iran, per contrastare il potere di quest’ultimo non solo ha progressivamente rafforzato la sua decennale alleanza con gli Stati Uniti, ma ha anche compiuto un avvicinamento senza precedenti a Israele. E l’Europa? Bruxelles continua a ribadire la validità dell’accodo sottoscritto a suo tempo: esso è efficace e non ha quindi bisogno di essere modificato né tantomeno di essere disdettato. Ma l’Europa è un colosso dai piedi d’argilla, capace solo di fare la voce grossa contro l’America first di Trump, ma incapace di opporre una qualsiasi azione concreta a tale dottrina e a tutte le disastrose conseguenze che essa porta con sé per la stessa Europa e per il mondo intero.

Massimo Virgilio

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permalink | inviato da metapolitica il 2/5/2018 alle 9:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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