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29 maggio 2018
Crisi politico/istituzionale. Ecco dove portano le scelte del Quirinale.

Posto di fronte al veto del Quirinale su Savona il Presidente del Consiglio incaricato Conte ha dovuto gettare la spugna e rinunciare all’incarico. Il Presidente della Repubblica Mattarella si è sentito in dovere di spiegare agli italiani le motivazioni che lo hanno portato a dire no a Savona e quindi a impedire la nascita di un governo Lega/Movimento 5 Stelle. Fra queste motivazioni ce n’è una sulla quale il Presidente Mattarella ha posto un accento particolare: “L’incertezza sulla nostra posizione nell’euro ha posto in allarme gli investitori e i risparmiatori, italiani e stranieri, che hanno investito nei nostri titoli di Stato e nelle nostre aziende. L’impennata dello spread, giorno dopo giorno, aumenta il nostro debito pubblico e riduce le possibilità di spesa dello Stato per nuovi interventi sociali. Le perdite in borsa, giorno dopo giorno, bruciano risorse e risparmi delle nostre aziende e di chi vi ha investito. E configurano rischi concreti per i risparmi dei nostri concittadini e per le famiglie italiane. (...) È mio dovere, nello svolgere il compito di nomina dei ministri – che mi affida la Costituzione – essere attento alla tutela dei risparmi degli italiani”. Come a dire: la nomina di Savona a ministro di un governo sostenuto da una maggioranza parlamentare euroscettica composta da Lega e M5S avrebbe fatto ulteriormente aumentare lo spread e diminuire il valore dei titoli azionari quotati alla Borsa di Milano, danneggiando così in modo irreparabile i risparmi degli italiani e l’economia del paese. Quindi no a Savona e no alla nascita di un esecutivo Lega/M5S. Quindi si a Cottarelli e a un governo di ministri/tecnici da lui selezionati. Secondo il ragionamento del Presidente della Repubblica - “E’ mio dovere, nello svolgere il compito di nomina dei ministri (…) essere attento alla tutela dei risparmi degli italiani” - la notizia del fallimento del tentativo del professor Conte e quella dell’incarico assegnato a Cottarelli, con la conseguente nascita imminente di un governo del Presidente fedele all’Euro, attento al contenimento della spesa pubblica, ben disposto nei confronti degli eurocrati di Bruxelles e rispettoso delle regole e dei vincoli stabiliti dall’Europa, avrebbero dovuto arrestare la discesa dei corsi azionari e l’impennata dello spread, se non addirittura invertirne la tendenza. Invece nulla di tutto questo è avvenuto. Anzi. Giorno dopo giorno la borsa italiana perde miliardi di euro di capitalizzazione e lo spread continua inesorabilmente a salire. Con grave pregiudizio per il paese, per i suoi cittadini e per i loro risparmi. Solo un miracolo potrà consentire a Cottarelli di ottenere la fiducia di questo Parlamento. Fra pochi mesi l’Italia tornerà quindi alle urne. E quando questo accadrà, come conseguenza delle scelte sbagliate adottate per affrontare la crisi politico/istituzionale in corso, la maggioranza degli elettori attribuirà la propria preferenza proprio al più euroscettico dei partiti italiani, la Lega di Matteo Salvini. Questo i mercati lo sanno. E si comportano di conseguenza. Altro che “tutela dei risparmi degli italiani”!

Massimo Virgilio

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permalink | inviato da metapolitica il 29/5/2018 alle 10:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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